Premetto che ritengo la lingua un mezzo assolutamente inadeguato a raggiungere gli scopi che si prefigge.
Detto ciò mi piace discutere e confrontarmi per cui riporto qui un paio di domande che mi sono state fatte e le risposte che io ho dato. Facendo presente che sono mie opinioni scritte anche di sfuggita, chissà che qualcuno abbia voglia di contribuire all’argomento.
Domanda: “Secondo te si riesce a pensare qualcosa che differisca da ciò che si può dire? Tipo qualche concetto scientifico che ha una prospettiva talmente diversa che non si può esprimere a parole?”
Risposta: “Sicuramente si riesce ad immaginare qualcosa che non si riesce ad esprimere a parole, basta che pensi alle senzazioni.
Prova a descrivere la sensazione che provi in un determinato momento, esistono talmente tante sfumature che ti puoi solo avvicinare ad esprimerle utilizzando perifrasi piu o meno complesse.
Anche ogni volta che qualcuno inventa qualcosa di nuovo ovviamente va oltre quello che la lingua gli può offrire.
Scientificamente parlando ogni giorno vengono ipotizzare nuove teorie, nuove realtà , nuovi stati fisici a cui nessuno ha già dato un nome.
Vuoi un esempio?
in un piano cartesiano a due dimensioni (vedi immagine)

i quattro punti di coordinate
A(0,0)
B(0,1)
C(1,0)
D(1,1)
formano un quadrato con tutti i lati di lunghezza pari ad 1.
Ok finora?
Se ci spostiamo in un mondo a tre dimansioni abbiamo il cubo con i lati di lunghezza 1 ed i vertici di coordinate
A (0,0,0)
B (0,0,1)
C (0,1,0)
D (0,1,1)
E (1,0,0)
F (1,0,1)
G (1,1,0)
H (1,1,1)
Ora veniamo alla parte in cui devi usare la fantasia:
se ipotizziamo uno spazio a quattro dimensioni possiamo immaginare (e matematicamente descrivere) l’equivalente del cubo a quattro dimensioni. Non provare a “visualizzarlo” perché la visione si limita a tre dimnsioni. però puoi intuirlo.
Questo oggetto si chiama IPERCUBO
Ovviamente immaginato ben prima del temine che gli da il nome.
Per concludere direi che nasce sempre prima l’idea, il concetto o l’oggetto che il suo nome.
Possiamo quindi dire che per ogni termine che esiste qualcuno prima ha immaginato una cosa senza nome: la cosa a cui il temine si riferisce, ma che non aveva ancora il nome.”
Domanda: “Secondo te, il linguaggio influenza la percezione della realtà nella mente dei parlanti?”
Risposta: “Ritengo che la lingua, scritta o parlata che sia, condizioni il pensiero, plasmi la mente e modelli la società .
Mi torna alla mente quello che mi raccontavi stessero cercando di fare le femministe rendendo obbligatorio l’utilizzo della doppia forma, maschile e femminile, nei documenti ufficiali per condizionare la sensibilità della società .
Inoltre è ovvio che sia molto più facile ragionare per termini che per concetti, i primi sono ben definiti ed i secondi piu vaghi e quindi la disponibilità di una lingua a fornire termini adatti alle varie situazioni facilita la formulazione e riformulazione di idee simili. Al contrario l’assenza di terminologia adatta costringe ad utilizzare concetti, ad utilizzare la fantasia e permette di andare oltre a quello che é già noto, non solo riformulare delle idee ma stravolgere i concetti alla base.
Una lingua con schemi fissi si adatterà e plasmerà una società ben organizzata, ordinata con un progresso lento e costante.
Una lingua più aperta invece accompagnerà una società piu disordinata, in cui l’immaginazione avrà piu peso e sarà piu normale pensare fuori dagli schemi.
Questa è ovviamente una mia opinione sviluppata in dieci minuti mentre scrivevo, magari se ci penso potrei approfondire alcuni concetti o modificarne altri quindi prendila con le pinze.”